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Indagini sui tre comandanti dei Carabinieri di Castel d’Azzano per omicidio colposo plurimo

La procura di Verona ha avviato un’inchiesta per concorso in omicidio colposo plurimo nei confronti di tre comandanti dei carabinieri, coinvolti nell’operazione di sgombero del casolare dei fratelli Ramponi a Castel d’Azzano, un’azione che…

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La procura di Verona ha avviato un’inchiesta per concorso in omicidio colposo plurimo nei confronti di tre comandanti dei carabinieri, coinvolti nell’operazione di sgombero del casolare dei fratelli Ramponi a Castel d’Azzano, un’azione che si è tragicamente conclusa con la morte di tre militari il 14 novembre 2025. La notizia è stata rivelata durante un’udienza relativa a un procedimento disciplinare che coinvolge gli stessi ufficiali, tenutasi venerdì mattina.

In questa circostanza, l’avvocato Gianfranco Ceoletta, rappresentante del colonnello Claudio Papagno, del tenente colonnello Antonio Sframeli e del capitano Vincenzo Spataro, ha richiesto formalmente la sospensione della procedura disciplinare, sottolineando che i suoi assistiti sono già indagati a Verona. La richiesta è stata presentata presso la Corte d’Appello di Venezia, ma è stata osteggiata dalla procura generale, che ha affermato che i due procedimenti siano “percorsi paralleli che non si sovrappongono”.

Durante l’udienza, sono stati esaminati i dettagli dell’operazione di sfratto che avrebbe dovuto portare alla liberazione di eventuale materiale esplosivo dalla proprietà dei Ramponi. L’operazione, purtroppo, culminò in un’esplosione che costò la vita ai carabinieri Davide Bernardello, Valerio Daprà e Marco Piffari. Le famiglie delle vittime hanno presentato un esposto accusando i tre comandanti di negligenza, ponendo così l’accento su potenziali responsabilità.

Inoltre, è stata rivelata l’esistenza di un ulteriore procedimento disciplinare nei confronti dei tre ufficiali, il cui epilogo è atteso per il 15 gennaio, data in cui il presidente del collegio, Lorenzo Miazzi, scioglierà la riserva. Nel frattempo, il processo contro i fratelli Ramponi proseguirà il 18 novembre, giorno in cui i carabinieri non potranno più essere ascoltati come testimoni.