Per il secondo anno consecutivo, il prestigioso riconoscimento di miglior bar del mondo va a «Bar Leone» di Hong Kong, come rivelato dalla classifica «The World’s 50 Best Bars 2026» durante una cerimonia tenutasi a Milano. Tuttavia, la vera sorpresa arriva dal capoluogo lombardo, che si piazza al secondo posto con il «Moebius Milano», che si aggiudica anche il titolo di Migliore cocktail bar d’Europa. Questo risultato non solo mette in risalto l’eccellenza italiana nella miscelazione, ma sottolinea anche l’importanza crescente di Milano nella scena bar internazionale. Il terzo gradino del podio è occupato dal «Alquímico» di Cartagena, in Colombia.
La classifica evidenzia un panorama sempre più globale, con bar di città come Bangkok, Città del Messico e Seul che si affermano come nuove capitali della miscelazione. Tra le novità di quest’anno, si segnalano ingressi come Bar Mauro (Città del Messico) e Schmuck (New York), dimostrando che il settore è in continua evoluzione e che nuove generazioni di bartender stanno emergendo.
Il bar milanese «Moebius» non è solo un cocktail bar, ma un concetto innovativo di ospitalità che combina drink, cucina, musica e design. La sua ascesa, dal settimo al secondo posto, rappresenta un passo significativo verso un nuovo modello esperienziale, dove il bar diventa un luogo di cultura e gastronomia.
Un altro locale italiano che si distingue è «Locale» di Firenze, che entra nella classifica al 33° posto, consolidando la città come una delle capitali internazionali del cocktail. La sua proposta si basa su un equilibrio tra storia e modernità, all’interno di un palazzo storico.
Ma l’influenza italiana si estende anche oltre i confini nazionali. Il «Connaught Bar» di Londra, al numero 8, porta la firma di Agostino Perrone, un bartender che ha rivoluzionato il concetto di bar negli hotel. Al 16° posto troviamo «Sips» a Barcellona, fondato da Simone Caporale, e al 17° «Paradiso», un altro locale di successo sempre a Barcellona, guidato da Giacomo Giannotti. Questi bartender italiani rappresentano una visione unica dell’ospitalità, caratterizzata da creatività e attenzione al dettaglio.
In aggiunta ai risultati nella top 50, l’Italia è presente anche nella fascia 51-100, con «Freni e Frizioni» (Roma) al 62°, «Gucci Giardino» (Firenze) al 91°, e altri locali che testimoniano la ricchezza del panorama della miscelazione italiana.
Oltre ai bar, i premi speciali riflettono un settore in evoluzione, che considera vari aspetti dell’esperienza bar. «Alquímico» riceve l’Art of Hospitality Award, mentre «SĀKINDŌ» di Abu Dhabi vince per il miglior design. Altri premi vanno a bar in tutto il mondo, dimostrando la varietà e la qualità che caratterizzano l’industria della miscelazione oggi.



