Il caso dell’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto a Garlasco, continua a sollevare interrogativi, in particolare riguardo alla gestione delle indagini da parte del Reparto Investigazioni Scientifiche (Ris). Quando l’omicidio ebbe luogo, il comandante Luciano Garofano si trovava in vacanza in Brasile, lasciando la direzione delle prime operazioni al suo vice, Marco Pizzamiglio. Tuttavia, al suo ritorno, Garofano esprime il suo disappunto riguardo al lavoro svolto, criticando le decisioni prese durante la sua assenza.
Garofano, preoccupato per le scelte fatte, scrive due volte alla pubblica accusa, chiedendo di poter partecipare come osservatore ai sopralluoghi del 5 e 12 settembre 2007. La pm Rosa Muscio, però, rigetta entrambe le richieste, facendo riferimento a una nota in cui sottolinea che solo i consulenti nominati e i difensori delle parti possono essere presenti durante gli accertamenti tecnici irripetibili. Questo impedimento si basa anche sulla posizione della difesa di Alberto Stasi, che si oppone alla presenza di individui non autorizzati.
Nonostante la sua posizione come comandante, Garofano non ha il diritto di partecipare alle operazioni, eppure, in un colpo di scena, sarà lui a firmare la relazione tecnica redatta dai carabinieri Marino e Mattei. Quando i pubblici ministeri di Pavia cercano chiarimenti da Marino durante un interrogatorio, l’attuale comandante del reparto di Biologia non fornisce risposte soddisfacenti, limitandosi a dire che non ha ricevuto compensi per la sua partecipazione, solo rimborsi di viaggio. Tuttavia, rimane un mistero il motivo per cui la pm Muscio abbia successivamente cambiato idea riguardo al coinvolgimento di Garofano, un punto che non è stato chiarito nei documenti ufficiali.



