Un episodio controverso ha colpito la fiera Conxemar di Vigo, in Spagna, dove l’azienda italiana La Selvaggia, specializzata in molluschi, è stata espulsa per motivi di marketing inappropriati. La notizia, riportata da La Voz de Galicia, ha suscitato un ampio dibattito sul confine tra creatività e degrado.
L’azienda, con sede a Santarcangelo di Romagna, ha distribuito dépliant promozionali che presentavano vongole accompagnate da immagini di giovani donne nude e slogan provocatori come “pesce fresco” e “non tutte le vongole sono uguali”. Questa campagna ha portato all’intervento immediato dell’organizzazione della fiera, che ha richiesto la rimozione del materiale entro le 10 del mattino.
Secondo la direzione della fiera, l’uso di tali immagini è stato considerato un richiamo sessista e degradante, inadeguato per un evento che accoglie oltre 30.000 visitatori da tutto il mondo. La Selvaggia faceva parte di una delegazione imprenditoriale che rappresentava l’Italia, sotto l’egida del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (Masaf).
Il ministero ha dichiarato di non essere a conoscenza della campagna promozionale e ha prontamente preso le distanze dall’azienda, inviando una lettera agli uffici della Regione Emilia-Romagna per segnalare che il materiale diffuso era lesivo della dignità femminile. Dopo aver appreso della situazione, il Dipartimento Pesca ha deciso di escludere La Selvaggia dal Padiglione Italia.
In una nota post-espulsione, l’azienda ha pubblicato una foto di una vongola che manda un bacio, accompagnata da un messaggio che sottolinea il valore della diversità e della libertà nel perseguire la qualità. Tuttavia, la controversia solleva interrogativi significativi sulle strategie di marketing e sul rispetto della dignità umana nel settore commerciale.




