Il prezzo del gas ha raggiunto un picco storico, con un incremento del 9,1% a ottobre, come rivelato dall’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente (Arera). Attualmente, il costo della materia prima gas si attesta a 88,36 euro per megawattora. Questo aumento colpisce in particolare i 2,3 milioni di consumatori protetti dal “Servizio di tutela della vulnerabilità”, ma anche chi ha contratti nel mercato libero a prezzo variabile dovrà prepararsi a rincari simili, coinvolgendo un totale di circa 16 milioni di utenze.
Marco Vignola, vicepresidente dell’Unione Nazionale Consumatori, ha commentato questa situazione sottolineando che “mai il prezzo del gas, comprese le imposte, è stato così alto”. L’analisi mette in evidenza come il prezzo attuale, nonostante sia molto più basso rispetto ai picchi raggiunti durante la guerra in Ucraina, rappresenti un significativo aggravio per i bilanci familiari. All’epoca, grazie agli interventi del governo Draghi, come l’azzeramento degli oneri di sistema e la riduzione dell’IVA, le famiglie avevano ricevuto un sostegno importante.
Secondo uno studio dell’Unione Nazionale Consumatori, un cliente medio che consuma 1.100 metri cubi di gas vedrà un aumento di circa 163 euro all’anno, assumendo che i prezzi rimangano costanti nel prossimo anno. La spesa annuale totale per i clienti vulnerabili si avvicina così a 1.945 euro, a cui si aggiungono 869 euro per l’energia elettrica, portando il totale a una somma pesante di 2.814 euro.
Confrontando l’attuale aumento del 9,1% con i valori pre-crisi di ottobre 2020, si nota un incremento del 162,9%. Anche rispetto al record precedente di dicembre 2022, i prezzi sono superiori del 16,8%. La struttura dei prezzi del gas viene aggiornata mensilmente in base alla media del mercato all’ingrosso italiano, e già a settembre si era registrato un aumento del 12,7%.
Per la maggior parte dei consumatori, che si trovano nel mercato libero con contratti a prezzo variabile (circa il 68% delle famiglie), è fondamentale monitorare il Psv, l’indice di riferimento per i costi della materia prima. Questo scenario evidenzia la vulnerabilità dei consumatori in un mercato dove le offerte a prezzo fisso sono meno diffuse rispetto a quelle a prezzo variabile.




