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Analisi dei computer della scuola delle sorelle Di Vita per verificare ricerche sul veleno della ricina

CAMPOBASSO – L’attenzione degli investigatori sul misterioso caso della ricina continua a intensificarsi. La Squadra Mobile di Campobasso ha programmato due perquisizioni cruciali che si svolgeranno a breve. Il 15 ottobre, alle 9 del…

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CAMPOBASSO – L’attenzione degli investigatori sul misterioso caso della ricina continua a intensificarsi. La Squadra Mobile di Campobasso ha programmato due perquisizioni cruciali che si svolgeranno a breve. Il 15 ottobre, alle 9 del mattino, sarà il turno del liceo Classico di Campobasso, noto come «Mario Pagano», frequentato fino all’anno scorso da Sara Di Vita e dalla madre, Antonella Di Ielsi, entrambe tragicamente venute a mancare.

Ma già il giorno precedente, il 14 ottobre, gli agenti, affiancati dagli specialisti dello Sco, si recheranno all’istituto Galilei di Riccia. Qui, la professoressa amica di Gianni Di Vita, padre e marito delle vittime, sarà nuovamente ascoltata. La docente era stata già interrogata in estate, in un incontro definito «confronto all’americana» presso la Questura.

Queste operazioni si inseriscono nell’ambito delle indagini ordinate dalla procura di Larino, che ha imposto una nuova perquisizione informatica dopo il sequestro avvenuto il 13 ottobre presso l’istituto Agrario di Riccia, dove sono stati prelevati 71 dispositivi, tra cui computer e notebook. L’obiettivo rimane chiaro: accertare se ci siano stati accessi a informazioni relative alla ricina da parte degli utenti di questi dispositivi.

In totale, saranno 155 i computer che verranno ispezionati nelle tre scuole coinvolte. L’intento è di verificare la presenza di ricerche riguardanti la sostanza tossica e di risalire a chi abbia effettuato tali ricerche. La procura di Larino ha messo in evidenza l’importanza di questo passo per fare chiarezza su un caso che ha scosso profondamente la comunità locale e oltre.