Nuove rivelazioni emergono nel caso Garlasco, con la scoperta di un secondo campione di DNA maschile rinvenuto sui pedali della bicicletta di Alberto Stasi. Questo campione, datato 26 settembre 2007, non era stato mai documentato nelle relazioni tecniche o verbali del Ris, come attestano i consulenti genetici della Procura, Pierangela Grignani e Carlo Previderé. La situazione si complica ulteriormente con la notizia di un test Obti, per la ricerca di tracce di sangue, che il Ris ha dichiarato di non aver mai eseguito.
Le informazioni sono state estratte dagli appunti di lavoro dell’ex capitano Alberto Marino, consulente della procura di Vigevano, recentemente acquisiti dai carabinieri del Nucleo investigativo di Milano. L’inchiesta bis mira a determinare eventuali responsabilità penali relative a chi ha condotto le analisi e a chi ha scelto di nascondere i risultati alla stessa Procura.
Le analisi, nonostante la controffensiva dei difensori di Stasi, hanno avuto un peso significativo nel processo, influenzando le sentenze di condanna. Recentemente, il comandante generale dei carabinieri, Salvatore Luongo, ha promesso totale trasparenza e collaborazione, affermando che eventuali errori non dovrebbero compromettere l’integrità dell’intero corpo dei carabinieri e del Ris.
La situazione interna al Ris è tesa, soprattutto per il ruolo attuale di Marino, ora tenente colonnello e a capo della sezione di Biologia del Ris di Parma, che si occupa delle indagini genetiche per le Procure. Il suo interrogatorio non ha soddisfatto gli inquirenti, che hanno riscontrato troppe indecisioni rispetto alle testimonianze più dettagliate dei colleghi riguardo agli eventi del settembre 2007.
Inoltre, la questione delle presunte “coperture” continua a sollevare interrogativi, in particolare riguardo alla mancata consegna di dati cruciali ai legali di Stasi. Solo un anno fa, il nuovo comandante Matteo Donghi ha consegnato i risultati richiesti dai pm di Pavia, rivelando che alcuni reperti erano stati distrutti nel 2016 su ordine di Marino.
Giada Bocellari, avvocato di Alberto Stasi, ha scelto di non commentare la situazione attuale, mentre i legali di Stasi hanno presentato un esposto sulla questione della comunicazione degli esiti negativi, dando origine a un nuovo fascicolo che, al momento, non ha né indagati né ipotesi di reato.




