Un dodicenne di Tradate, in provincia di Varese, ha intrapreso un’avventura straordinaria nel mondo del videogioco Minecraft, creando una replica dettagliata di New York con circa mezzo milione di mattoncini virtuali. Davide, che ha dedicato un anno e mezzo a questo progetto, ha costruito grattacieli, negozi e persino un ponte simile a quello di Brooklyn, tutto da solo e utilizzando la sua Nintendo Switch.
La sua realizzazione non si limita alla semplice facciata degli edifici; Davide ha curato anche gli interni, cercando di ricreare un ambiente urbano autentico. L’idea è scaturita da un video su YouTube che ha catturato la sua immaginazione. Ha scelto la modalità Sopravvivenza, che ha reso la sfida ancora più impegnativa, richiedendo tempo e pazienza. Come ha spiegato, “In modalità Creativa un palazzo lo tiri su in venti minuti; in modalità Sopravvivenza ci metti anche un’ora”. Questa maggiore difficoltà ha reso il risultato finale ancora più gratificante.
La console ha affrontato delle difficoltà nel gestire una costruzione così vasta, e la natura a blocchi di Minecraft ha reso complessa la riproduzione di forme arrotondate, come le fontane. Davide ha trovato particolarmente sfidante la costruzione della stazione di polizia, che è diventata una delle sue opere preferite. Nonostante il tempo passato davanti allo schermo, il giovane costruttore assicura che questo non ha influito sui suoi studi: “I compiti di solito li finisco velocemente e poi ho tempo libero, che non sempre impiego con Minecraft”.
Il numero di blocchi utilizzati è impressionante: Davide stima di aver impiegato circa 500 mila mattoncini, con una lunghezza complessiva di circa 500 chilometri. “In lunghezza è come andare da Milano a Roma, in larghezza da Milano a Torino”, ha commentato. Ora, per ottenere un eventuale record, dovrà seguire i criteri imposti dal Guinness World Records. Ma, indipendentemente dall’esito, il suo prossimo obiettivo è già fissato: ricreare il Burj Khalifa di Dubai, con l’intenzione di includere anche gli interni. Nonostante la sua passione per l’architettura virtuale, Davide ha le idee chiare sul suo futuro: “Da grande farò il pilota di linea. O al massimo il programmatore”.



