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Proteste in corso in molte scuole, occupati il Liceo Tasso, Argan e l’istituto Piaget

Proseguono le occupazioni nelle scuole di Roma, estendendosi da Dal Pinciano a Tuscolano e da Tor Sapienza fino all’Appio. Oggi, 26 ottobre, è il turno di quattro istituti: il liceo classico Torquato Tasso, il…

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Proseguono le occupazioni nelle scuole di Roma, estendendosi da Dal Pinciano a Tuscolano e da Tor Sapienza fino all’Appio. Oggi, 26 ottobre, è il turno di quattro istituti: il liceo classico Torquato Tasso, il liceo artistico Argan, l’Istituto Piaget e il Margherita di Savoia. Queste occupazioni si inseriscono in una crescente ondata di proteste studentesche che ha recentemente coinvolto numerose scuole della capitale.

Le occupazioni hanno preso piede dopo una serie di manifestazioni che hanno portato alla sospensione delle lezioni in vari istituti. Gli studenti dell’Istituto Piaget, situato a Tor Sapienza, hanno sollevato preoccupazioni riguardo a mancanze strutturali, come l’assenza di un giardino accessibile, problemi con l’impianto idrico e la necessità di una palestra funzionante. Alcuni studenti riferiscono che la dirigente scolastica ha minacciato di contattare le forze dell’ordine in risposta alla protesta.

Allo stesso modo, il liceo artistico Argan ha visto la sua occupazione avvenire presso la sede centrale in Piazza dei Decemviri. Gli studenti, attraverso il collettivo Osa Roma, hanno dichiarato di non accettare il carovita e le politiche del governo Meloni, rivendicando un futuro dignitoso e giusto, in cui non si spendano miliardi per la guerra mentre le scuole versano in uno stato di abbandono.

Il dirigente scolastico Nicola Armignacca ha avvertito che si vedrà costretto a contattare la Digos, la questura e l’Ufficio scolastico, evidenziando i rischi associati all’occupazione. Altri istituti, tra cui i licei Morgagni, Plinio Seniore e Gullace, continuano a essere occupati, mentre la protesta è permanente al liceo Paolo Toscanelli di Ostia, dove gli studenti denunciano condizioni igieniche inaccettabili.

Le ragioni alla base di queste occupazioni sono molteplici, ma si concentrano principalmente sulle condizioni precarie degli edifici scolastici e sulla mancanza di investimenti nell’istruzione pubblica. Inoltre, alcuni collettivi hanno messo in relazione le proteste con questioni politiche internazionali, come la guerra a Gaza e le politiche di riarmo del governo italiano. Le manifestazioni continueranno, culminando in un corteo previsto per il 30 ottobre, in coincidenza con uno sciopero nazionale dei trasporti organizzato dall’Unione Sindacale di Base per combattere contro il carovita e la guerra.