La Cassazione ha confermato la condanna a un anno e tre mesi, con pena sospesa, per Piercamillo Davigo, ex consigliere del Csm e noto ex pm dell’operazione Mani Pulite. Davigo è stato ritenuto colpevole di rivelazione del segreto d’ufficio, in relazione ai verbali dell’avvocato Piero Amara, che riguardano la controversa “Loggia Ungheria”.
La sentenza è stata emessa dalla seconda sezione penale della Corte Suprema, che ha rigettato il ricorso presentato dalla difesa del magistrato, confermando così la decisione della Corte d’Appello di Brescia dello scorso ottobre. Questa vicenda legale era tornata all’attenzione dei giudici bresciani dopo che, nel dicembre 2024, la sesta sezione della Cassazione aveva annullato una parte della sentenza d’appello riguardante la rivelazione dei verbali a terzi. Tuttavia, i giudici avevano già stabilito la responsabilità di Davigo per la condotta imputata.
Davide Steccanella, uno degli avvocati dell’ex pm, ha dichiarato: “Prendo atto della decisione ma rimango convinto che il mio assistito abbia agito nella convinzione di adempiere a un proprio dovere”. La vicenda continua a sollevare interrogativi e discussioni sull’operato di Davigo e sul delicato equilibrio tra giustizia e segreto d’ufficio.



