Youssef Siher, un trentenne italo-marocchino, ha recentemente attirato l’attenzione delle forze dell’ordine per la sua attività di agitazione sociale. In passato, Siher ha ricoperto diversi ruoli, da studente a ricercatore, fino a diventare un giornalista freelance e persino un rider per «Glovo» per cinque mesi. Tuttavia, è la sua recente creazione, la pagina «Movimento 17 ottobre», a metterlo sotto i riflettori, dopo gli eventi tumultuosi delle ultime settimane a Milano.
Questa piattaforma ha cercato di canalizzare la rabbia popolare emersa durante una serie di scontri e saccheggi nel centro della città, anche se gli eventi previsti non si sono concretizzati a causa della presenza massiccia delle forze dell’ordine. Nonostante non sia chiara la sua reale influenza, Siher è stato sottoposto a perquisizione e fermo preventivo per istigazione a delinquere.
Con un passato di attivismo pro-palestinese, Siher ha fatto parlare di sé anche per le sue opinioni espresse online. È stato segnalato dai servizi di intelligence per il suo coinvolgimento in manifestazioni filo-palestinesi e per presunti legami con Hamas. Un suo articolo su «Miccia» ha suscitato particolare interesse, in cui definiva l’attacco del 7 ottobre 2023 come un «atto rivoluzionario di decolonizzazione».
La sua formazione accademica include un diploma al liceo Fermi di Salò, una laurea in Comunicazione e un master in Scienze politiche. Siher ha anche collaborato con testate giornalistiche, dimostrando un forte impegno nella scrittura e nel dibattito pubblico. Recentemente, dopo essere stato rintracciato grazie alla collaborazione tra le forze dell’ordine e Meta, è stato portato in questura per essere interrogato.
Gli investigatori stanno attualmente esaminando il materiale raccolto e le comunicazioni di Siher, che è noto per la sua abilità nel mobilitare consensi attraverso i social media. Le sue parole, come «Arriverà il giorno in cui romperemo quel muro di vetro dietro il quale vi nascondete», mostrano la sua determinazione a spingere avanti la sua causa, specialmente dopo gli eventi di violenza che hanno colpito Milano.



