giovedì, 22/10/2026

22° Roma Nuvoloso · max 23° min 15°
Dollaro € 0,89 Sterlina € 1,19

Italia Global

22° Roma Nuvoloso · max 23° min 15°
Dollaro € 0,89 Sterlina € 1,19

Primo caso al mondo di infezione umana da virus Shamonda registrato in Francia: informazioni su trasmissione e rischi.

Un evento senza precedenti ha scosso la comunità scientifica e sanitaria: un paziente in Francia è risultato positivo al virus Shamonda (SHAV), segnando il primo caso di infezione umana mai registrato. Questo virus, fino…

Condividi:

Un evento senza precedenti ha scosso la comunità scientifica e sanitaria: un paziente in Francia è risultato positivo al virus Shamonda (SHAV), segnando il primo caso di infezione umana mai registrato. Questo virus, fino a oggi considerato una zoonosi non trasmissibile all’uomo, ha mostrato la sua faccia più inquietante con il decesso di un individuo gravemente immunodepresso, avvenuto all’inizio di ottobre presso gli Hospices Civils de Lyon. Le autorità sanitarie hanno avviato indagini approfondite, poiché si sospetta che le complicazioni cerebrali del paziente siano correlate all’infezione virale.

In risposta a questa situazione, l’Organizzazione Mondiale della Sanità e il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie sono stati informati. Le autorità francesi hanno descritto il caso come eccezionale, sottolineando che non vi sono evidenze di rischio per la popolazione generale al momento. Non sono state trovate prove di trasmissione diretta del virus da bovini a esseri umani o da persona a persona; si ipotizza invece che l’infezione sia avvenuta attraverso la puntura di un moscerino del genere Culicoides.

Il virus Shamonda era già stato identificato negli animali da allevamento in Europa nell’estate del 2026, ma la sua diffusione ha iniziato a preoccupare le autorità sanitarie. Infatti, è stato segnalato in vari paesi, tra cui Austria, Belgio, Francia e Italia. In Italia, il virus è stato documentato per la prima volta in allevamenti di bovine da latte nelle province di Trento e Bolzano.

Nonostante l’avanzamento della situazione, la circolazione del virus non è attualmente soggetta a obbligo di notifica nell’Unione Europea e non esistono vaccini specifici. Le autorità sanitarie italiane raccomandano di aumentare l’attenzione clinica negli allevamenti e adottare misure di protezione contro i vettori.

Secondo esperti dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Abruzzo e del Molise, il virus Shamonda è un virus a RNA che presenta rischi significativi, inclusi potenziali riassortimenti genetici con virus simili. Questo potrebbe aumentare la patogenicità e la gamma di ospiti del virus, rendendo la sorveglianza e il monitoraggio ancora più cruciali.

Le conseguenze economiche e sanitarie della diffusione del virus potrebbero essere gravi, soprattutto per quanto riguarda la riproduzione negli animali. Attualmente, non esistono trattamenti antivirali specifici e la gestione si basa su misure di prevenzione. Le autorità avvertono che il rischio per la popolazione generale è attualmente basso, ma che le persone con un sistema immunitario compromesso potrebbero essere più vulnerabili.

Il futuro della situazione rimane incerto, con esperti che esortano a una sorveglianza più attenta e a misure preventive per contenere la diffusione del virus, prima che le conseguenze diventino ancora più gravi.