Giorgia Meloni si trova al centro di una nuova controversia riguardante l’aumento degli stipendi dei magistrati, dopo che il Consiglio di Stato ha stabilito che i calcoli precedenti erano errati. Questo errore comporta un costo aggiuntivo per lo Stato, che si aggira intorno a un miliardo di euro, da inserire nella prossima Legge di Bilancio.
La presidente del Consiglio, contattata dall’Adnkronos, ha chiarito la sua posizione rifiutando di firmare il Dpcm necessario per attuare questi aumenti. Meloni ha affermato: “Se il Consiglio di Stato lo riterrà opportuno, nomini pure il commissario. Ciascuno si assumerà le proprie responsabilità”. Questo rifiuto ha rapidamente suscitato la reazione dell’Associazione magistrati, che ha dichiarato di essere pronta a ricorrere in caso di necessità, affermando che i diritti dei magistrati sono gli stessi di quelli di qualsiasi altro cittadino.
La premier ha giustificato la sua decisione sottolineando che l’importo richiesto è dieci volte superiore a quanto necessario per affrontare le problematiche legate al settore dell’autotrasporto, un aspetto cruciale per garantire la continuità delle consegne in tutto il Paese. Meloni ha inoltre espresso la sua disponibilità a dialogare con le associazioni rappresentative dei magistrati, confidando che molti di loro comprendano le difficoltà e le priorità del momento attuale.



