È un momento di grande emozione all’Università di Salerno, dove Vasco Rossi ha ricevuto oggi, 7 ottobre, il titolo di dottore honoris causa in politica e comunicazione. Le note di “Vado al massimo” risuonano nell’aula delle lauree, accogliendo il rocker con una standing ovation da parte di studenti e professori, tutti in piedi per celebrare l’evento. Vasco, divertito, si avvicina per stringere la mano a molti dei presenti.
Arrivato con un jet privato all’aeroporto “Salerno – Costa d’Amalfi”, il cantante ha poi raggiunto l’università in auto, dove ha avuto l’opportunità di firmare un muro dedicato agli studenti. Sul suo profilo social, Vasco ha espresso la sua gioia per questo riconoscimento, sottolineando il legame speciale che lo unisce a Salerno, città che ha visitato per la prima volta nel 1978 durante il servizio militare.
Il rettore Virgilio D’Antonio, durante la cerimonia, ha descritto Vasco come un “interlocutore della cultura contemporanea”, capace di trasformare esperienze personali in una narrazione collettiva. Carla Pedicino, presidente del Consiglio direttivo della facoltà di Scienze Politiche, ha messo in risalto l’importanza dei concerti di Vasco come riti collettivi, in cui il suo linguaggio diventa un esercizio di libertà.
Nella sua Lectio magistralis, Vasco ha parlato con sincerità della sua vita e della sua carriera. “Essere Vasco Rossi è una grande responsabilità”, ha affermato, riflettendo sul potere della musica come forma di comunicazione e politica. “Una canzone non sostituisce la politica, ma può dare voce a chi si sente incompreso”, ha aggiunto, evidenziando il ruolo della musica nel sollevare questioni sociali e nel difendere valori come tolleranza e inclusione.
Vasco ha inoltre condiviso i suoi pensieri sulla libertà, criticando l’idea che essa possa essere fraintesa come indifferenza verso gli altri. “Libertà non è fare ciò che si vuole senza considerare gli altri”, ha sottolineato, proponendo un discorso che invita alla riflessione sulla responsabilità individuale e collettiva. “Le mie canzoni vogliono essere una forma di resistenza attiva contro il conformismo e le banalità”, ha concluso, lasciando un messaggio forte e chiaro sulla necessità di ascoltare e comprendere gli altri nella società democratica.




