Una manifestazione contro il caro-vita a Milano si è trasformata in una vera e propria guerriglia urbana. Tre giovani incappucciati hanno aggredito un poliziotto sul sagrato del Duomo, isolandolo per un breve momento dal resto delle forze dell’ordine. La scena che ne è seguita ha visto i ragazzi fuggire, esultando come se avessero appena segnato un gol, ma nell’entusiasmo hanno persino perso una scarpa.
Intorno a loro, il caos regnava sovrano: una densa nube di lacrimogeni avvolgeva la Cattedrale, mentre alcuni manifestanti tentavano di sabotare le forze dell’ordine aprendo lance antincendio e svuotando estintori. La piazza, un tempo simbolo di bellezza e cultura, è diventata un campo di battaglia, con gran parte del granito ridotto in macerie.
Il bilancio degli scontri è allarmante: decine di agenti feriti e almeno cinquanta persone fermate, molte delle quali minorenni. Questi giovani, provenienti principalmente da aree suburbane e rurali, sembrano seguire un copione di violenza che non ha radici politiche chiare, ma piuttosto un desiderio di distruzione e ribellione.
Tra le voci che si alzano nel caos, una ragazza di appena 16 anni accusa le forze dell’ordine di non proteggerli: “Mi hanno accoltellato quando avevo 13 anni, non sono neanche usciti”, grida mentre la folla si agita, in un mix di paura e adrenalina. La violenza sembra alimentata da un’onda di odio diffuso, con canzoni di trap e rapper che incitano a comportamenti distruttivi.
Questa spirale di violenza non ha precedenti recenti. Non si è trattato di un corteo tradizionale, ma di un’assemblea di giovani disillusi, privi di leadership e ideali, che si sono uniti per trasformare una protesta pacifica in un assalto. Le immagini di Milano, colpita da questi eventi, riecheggiano quelle delle recenti tensioni sociali in Francia, evocando un senso di allerta per il futuro.
Oltre a Milano, anche altre città italiane come Bologna e Torino hanno visto esplosioni di violenza durante le manifestazioni, con scontri tra manifestanti e agenti e danni a negozi e strutture pubbliche. La situazione resta tesa e le autorità temono ulteriori disordini nei prossimi weekend.



