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Un docufilm di sette anni racconta la vita di Jovanotti tra Pinocchio e il palcoscenico

«Pinocchio» di Comencini ha segnato un momento cruciale nella vita di Lorenzo Cherubini, noto come Jovanotti. Il legame con Andrea Balestri, l’interprete di Pinocchio, è stato talmente forte che Cherubini si è sentito rappresentato…

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«Pinocchio» di Comencini ha segnato un momento cruciale nella vita di Lorenzo Cherubini, noto come Jovanotti. Il legame con Andrea Balestri, l’interprete di Pinocchio, è stato talmente forte che Cherubini si è sentito rappresentato in lui. Un recente docufilm, che ha richiesto sette anni di riprese e montaggio, ha catturato l’essenza della sua carriera e la sua evoluzione personale. Presentato in anteprima alla Festa di Roma, «Lorenzo. L’incredibile avventura di Jovanotti» arriverà nelle sale dal 26 novembre al 2 dicembre, grazie a Plaion Pictures.

Jovanotti ha scelto di non avere alcun controllo sul progetto. «Gli ho dato le chiavi di casa e ho detto che non volevo sapere nulla», ha dichiarato, sottolineando il suo desiderio di una narrazione autentica. La sua idea era di essere come una giraffa in un documentario, ignara di essere al centro dell’attenzione. Questo non è un biopic tradizionale; i registi lo descrivono come un viaggio interiore che esplora le profondità di Lorenzo, con momenti significativi come l’incontro con Rick Rubin e la lavorazione del suo album «Il disco del sole».

Il film tocca anche temi di perdita, inclusi i ricordi del fratello Umberto e dei genitori, e rappresenta una riflessione profonda sulla vita di Cherubini. Dopo aver visto il montaggio finale, Jovanotti è rimasto colpito: «Ero io il pubblico. Mi sono commosso e divertito», ha detto, esprimendo sorpresa per l’uso di filmati in Super8 del padre, che hanno evocato emozioni forti e contrastanti. Con il compimento dei suoi 60 anni, ha sentito il peso del tempo e la necessità di reinventarsi.

Il docufilm funge quasi da analisi personale per Jovanotti, che riflette sulla sua infanzia e sul ruolo dei genitori nella sua formazione. Ha descritto suo padre come un uomo di spettacolo e sua madre come una forza silenziosa, evidenziando la complessità della sua famiglia. «Nella nostra infanzia c’è un tesoro», ha affermato, sottolineando l’importanza delle esperienze infantili nella formazione dell’individuo. Per lui, l’adolescenza è stata una fase di transizione senza ferite, poiché è riuscito a passare direttamente a diventare Jovanotti.

Da ragazzo, ha smesso di vivere nel mondo reale a soli 18 anni, trovando rifugio nella musica, che gli ha permesso di esprimere il suo amore per le persone. La sua storia rappresenta non solo un percorso artistico, ma anche una profonda esplorazione di sé, un viaggio che continua a evolversi nel tempo.