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Sempio presenta nuove prove a favore della sua difesa nel caso di Garlasco

L’avvocato Liborio Cataliotti ha definito la nuova evidenza emersa nel caso di Andrea Sempio come “formidabile”, sottolineando che questa prova potrebbe scagionare definitivamente il suo assistito. Ieri, insieme alla collega Angela Taccia, Cataliotti ha…

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L’avvocato Liborio Cataliotti ha definito la nuova evidenza emersa nel caso di Andrea Sempio come “formidabile”, sottolineando che questa prova potrebbe scagionare definitivamente il suo assistito. Ieri, insieme alla collega Angela Taccia, Cataliotti ha convocato i consulenti per prepararsi a una settimana cruciale nell’inchiesta di Garlasco. Entro il 18 ottobre, la difesa presenterà memorie e controanalisi, in vista di una probabile richiesta di rinvio a giudizio da parte della Procura.

Durante la riunione al centro analisi Genomica di Roma, Sempio ha fatto un’apparizione inaspettata, il cui scopo, secondo Cataliotti, era quello di ascoltare le valutazioni degli esperti. Al termine dell’incontro, Sempio ha espresso grande soddisfazione per il lavoro del suo team legale, affermando di essere pronto a chiarire la sua posizione. Ha ribadito che non ci sono prove contro di lui e spera che il caso possa chiudersi senza un processo.

Il fulcro della difesa si basa su impronte rinvenute sulla scena del crimine, che, secondo Cataliotti, non corrispondono alla grandezza delle scarpe di Sempio, noto per indossare un numero 44. “Le impronte sono tutte più piccole,” ha affermato il legale, evidenziando che la difesa presenterà una documentazione dettagliata a supporto di questa tesi, comprendente esperimenti e calchi in 3D delle impronte.

In aggiunta, la difesa intende chiamare testimoni per confermare la taglia delle scarpe di Sempio, sostenendo che le impronte rinvenute non possono essere compatibili nemmeno con quelle di altri sospettati. Saranno presentate cinque controperizie per contestare gli indizi raccolti dalla Procura, con tre rapporti già completati e gli ultimi due in arrivo.

Non si tratta solo di impronte: un altro indizio contro Sempio è rappresentato da tracce di Dna sulle unghie di Chiara Poggi. La difesa sostiene che il materiale è degradato e non può essere attribuito esclusivamente a Sempio. Infine, la questione della “traccia 33”, un’impronta di mano sul muro, è stata oggetto di test che hanno dimostrato l’assenza di sangue, complicando ulteriormente le accuse a carico di Sempio.