Il balzo esponenziale dei costi energetici rappresenta una vera e propria emergenza per l’Europa, sottolinea la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. Durante l’assemblea di Assolombarda, Meloni ha evidenziato come l’aumento dei prezzi stia alimentando l’inflazione e compromettendo la spesa pubblica, incidendo negativamente sul bilancio delle famiglie italiane.
In una lettera firmata insieme a leader europei come il cancelliere tedesco Friederich Merz e il primo ministro belga Bart De Wever, Meloni ha invitato l’Unione Europea a rispondere rapidamente, chiedendo una maggiore flessibilità nelle regole di bilancio. “Serve una corsia preferenziale per gli investimenti in settori chiave come energia e digitalizzazione”, ha affermato, esortando a evitare nuovi oneri burocratici.
Tuttavia, la presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, ha risposto con una contro-lettera, esortando gli stati membri a non “sovraregolamentare”. Questo appello mira a garantire che ogni paese faccia la propria parte senza creare eccessivi vincoli.
Meloni ha chiarito che l’Italia non è presente nel dibattito europeo per conformarsi passivamente, ma per esprimere le proprie posizioni chiaramente, anche quando ciò implica sfide. Ha sottolineato che la crisi in Iran e l’instabilità nel Mar Rosso stanno contribuendo a far lievitare i costi energetici e a generare un’inflazione che sfugge al controllo, gravando sulle famiglie e sui sistemi produttivi.
La premier ha ribadito la necessità di rivedere i piani nazionali di bilancio, poiché l’inflazione attuale supera le previsioni iniziali, causando un aumento automatico della spesa pubblica. “Ciò significa miliardi di euro in più senza nuove decisioni governative”, ha avvertito, sottolineando l’importanza di mantenere spazio per investimenti e crescita.
Meloni ha anche sottolineato l’importanza di non ridurre i fondi di coesione e le risorse per le politiche agricole, evidenziando il ruolo attivo dell’Italia nel promuovere la competitività in ambito europeo. Ha citato un documento sottoscritto da 22 dei 27 paesi membri, a testimonianza dell’impegno italiano su queste tematiche.
Infine, la premier ha tracciato un quadro di ottimismo per il futuro, affermando che l’Italia crescerà dell’1% nel 2026 e che la nazione ha dimostrato resilienza di fronte a sfide complesse. Ha anche confermato l’intenzione di riprendere la produzione di energia nucleare entro un decennio, ritenendo strategico questo passo per il futuro energetico del paese. “Viviamo in un’epoca di grandi cambiamenti, ma noi siamo la nazione del fare”, ha concluso, esprimendo fiducia nella capacità italiana di affrontare le difficoltà attuali.



