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Trenta ricorsi sulla legge elettorale: sei questioni di costituzionalità da esaminare dalla Consulta.

Un ampio gruppo di avvocati e costituzionalisti si prepara a contestare la nuova legge elettorale italiana attraverso una serie di ricorsi presentati alla Corte costituzionale. Durante una conferenza stampa alla Camera, è stata descritta…

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Un ampio gruppo di avvocati e costituzionalisti si prepara a contestare la nuova legge elettorale italiana attraverso una serie di ricorsi presentati alla Corte costituzionale. Durante una conferenza stampa alla Camera, è stata descritta come una “macchina straordinaria” per affrontare quella che considerano una normativa “gravemente incostituzionale”.

Il portavoce della rete, Pietro Adami, ha sottolineato l’ambizioso obiettivo di presentare i ricorsi proprio il 26 ottobre, giorno di entrata in vigore della legge, con le udienze previste per gennaio 2026. Con 99 legali coinvolti, la rete si propone di affrontare varie questioni legate alla legittimità della legge, già criticata per alcuni dei suoi aspetti che ripetono errori passati.

Il costituzionalista Enrico Grosso ha spiegato che verrà fornita una bozza di ricorso, aperta alla modifica da parte degli avvocati. Tra i principali punti contestati ci sono il premio di maggioranza, che potrebbe violare il diritto alla rappresentanza, e l’autonomia nella scelta dei rappresentanti di Camera e Senato. Altri temi includono la libertà di voto e la selezione degli eletti, nonché l’equilibrio di genere nelle liste.

Grosso ha messo in evidenza che la legge richiede che i candidati indichino un presidente del Consiglio, il che potrebbe limitare la libertà di scelta per gli elettori. Inoltre, un punto critico riguarda le difficoltà di raccolta delle firme per le liste non rappresentate in parlamento, che potrebbero ostacolare l’accesso alla candidatura.

Filiberto Zaratti, dell’Avs, ha commentato l’importanza della collaborazione con i costituzionalisti durante l’iter legislativo e ha sottolineato che ora è fondamentale passare all’azione legale per garantire la legittimità del processo elettorale.

Se i ricorsi dovessero essere accolti, Grosso ha spiegato che potrebbero eliminare gli aspetti incostituzionali della legge, rendendola nuovamente applicabile. Negli ultimi venti anni, l’Italia ha visto l’approvazione di quattro leggi elettorali, due delle quali sono già state dichiarate incostituzionali, sottolineando la necessità di un sistema elettorale più stabile e legittimo.