Antonio Tajani, vicepremier e segretario di Forza Italia, ha messo in chiaro la posizione del suo partito all’interno del centrodestra, sottolineando che non ci saranno compromessi con i “pseudo riformisti di sinistra”. La sua affermazione arriva in un momento di tensione interna, in cui alcuni membri di Forza Italia sembrano esplorare possibili alleanze con centristi esterni. Tajani ha dichiarato: “Il mio compito è ribadire una linea politica che deve essere promossa e difesa. Se qualcuno non si riconosce in essa, ci sono sempre i congressi”.
La questione del candidato sindaco di Milano ha ulteriormente complicato il quadro, con Tajani che ha sostenuto Matteo Perego di Cremnago come rappresentante dell’autenticità milanese. Questa scelta, però, ha provocato una reazione immediata dalla Lega, che ha sostenuto la candidatura della propria vicesegretaria, Silvia Sardone. Samuele Piscina, segretario provinciale della Lega, ha criticato Forza Italia per non aver consultato la coalizione prima di annunciare la candidatura di Perego, evidenziando la mancanza di unità nel centrodestra.
Oltre alle divergenze sulle candidature, il centrodestra si trova a dover affrontare anche sfide economiche, in particolare riguardo alla legge di Bilancio. Tajani ha ribadito il suo no a qualsiasi tassa sugli extraprofitti, contrariamente a quanto proposto dalla Lega, mentre Matteo Salvini ha espresso la necessità di misure fiscali se il settore bancario e assicurativo non collaborerà. Tajani ha proposto invece una no tax area per i giovani fino a 35 anni e la detassazione delle tredicesime per i lavoratori a basso reddito e i pensionati.
Il tempo per raggiungere un accordo è limitato, con il disegno di legge di Bilancio che deve essere approvato in Consiglio dei ministri entro il 20 ottobre. Oggi, il Parlamento ascolterà le audizioni sul Documento programmatico di finanza pubblica, che evidenzia come non ci siano spazi per un’espansione del deficit e come le misure per famiglie e imprese dovranno essere finanziate attraverso nuove entrate o tagli. Si attende anche un vertice di maggioranza per affrontare i contrasti in corso. Domani, il Consiglio dei ministri dovrebbe approvare il Documento programmatico di bilancio e il Parlamento darà il via libera allo scostamento di bilancio per i 14,4 miliardi destinati a energia e difesa.



