L’accordo recentemente siglato tra Trump e Putin, che prevede la fornitura di gasolio russo agli Stati Uniti, ha generato diverse reazioni nel panorama politico ed economico internazionale. Mentre il presidente americano ha accolto con entusiasmo l’intesa, il presidente ucraino Zelensky ha espresso il suo disappunto. Tuttavia, l’effetto immediato sui mercati del petrolio e del diesel è stato piuttosto contenuto.
Secondo i dettagli dell’accordo, la Russia inizierà a fornire 300 mila tonnellate di gasolio sul mercato globale, con ulteriori forniture programmate per i prossimi mesi. Il ministero del Tesoro degli Stati Uniti ha annunciato una sospensione delle sanzioni riguardo al gasolio russo per un periodo di sei mesi. Nonostante ciò, l’impatto complessivo di queste quantità sul mercato mondiale appare limitato, dato il consumo globale che si attesta tra i 3,8 e i 4,1 milioni di tonnellate al giorno.
In effetti, le forniture previste dall’accordo rappresentano meno del 10% del fabbisogno quotidiano globale, rendendo difficile un cambiamento significativo nei prezzi. Dopo l’annuncio, si è registrata una leggera flessione dei prezzi del petrolio, ma questa sembra essere temporanea, con i futures che già mostrano segni di ripresa.
Gianni Murano, presidente di Unem, ha evidenziato che, sebbene l’accordo possa esercitare una pressione al ribasso sui prezzi, le quantità in gioco non sono sufficienti a influenzare drasticamente il mercato europeo, che consuma circa 5 milioni di tonnellate al mese. La valenza dell’accordo è quindi più politica che economica, aprendo a possibili scenari di pace nel conflitto tra Russia e Ucraina.
Tuttavia, è importante notare che le forniture di gasolio russo non raggiungeranno l’Europa, dove le sanzioni rimangono in vigore. Questo significa che il gasolio russo sarà destinato principalmente a paesi come Turchia, Africa e Corea, lasciando gli Stati Uniti a gestire una produzione superiore al consumo attuale.
In Italia, il prezzo del gasolio ha subito un aumento significativo quest’anno, passando da 1,66 euro al litro a gennaio a 2,252 euro attuali. Le proiezioni future sui prezzi dipendono da diversi fattori, tra cui il tempo necessario affinché i cambiamenti nei listini all’ingrosso si riflettano nei prezzi al consumo, le politiche fiscali e le decisioni delle compagnie petrolifere. Inoltre, i danni causati dagli attacchi ucraini alle infrastrutture russe hanno compromesso la capacità produttiva di Mosca, riducendo significativamente le esportazioni di gasolio.



