Il segretario di Stato americano, Marco Rubio, ha annunciato l’imposizione di sanzioni contro la Corte penale internazionale (CPI), definita “fuorilegge”. In una dichiarazione rilasciata poche ore dopo l’assegnazione del Nobel per la Pace a Navi Pillay, Rubio ha affermato: “Vieteremo le transazioni con questa corte, riducendo le sue risorse e limitandone le operazioni”. La mossa segna un ulteriore passo oltre le sanzioni già esistenti contro singoli giudici e procuratori e potrebbe estendersi anche a aziende che forniscono servizi alla CPI.
Rubio ha sottolineato la determinazione del presidente Trump nel proteggere i cittadini americani, dicendo che “la CPI deve cessare le sue minacce, o noi metteremo fine alla CPI”. Ha poi esortato gli alleati degli Stati Uniti, molti dei quali fanno parte della CPI, a prendere posizione contro l’istituzione. “Se non lo faranno, noi continueremo a smantellare la CPI passo dopo passo”, ha aggiunto.
La decisione ha suscitato entusiasmo in Israele, con il primo ministro Netanyahu che ha espresso il suo apprezzamento per le azioni di Trump e Rubio. Netanyahu ha descritto la CPI come un organo politico che rappresenta una “minaccia mortale per le democrazie” e per la sovranità nazionale.
Gli Stati Uniti hanno a lungo contestato i mandati di arresto emessi dalla CPI contro funzionari israeliani, compreso Netanyahu, e hanno criticato l’indagine sulle azioni militari americane in Afghanistan. Trump ha già invitato i membri della CPI a ritirarsi, accusando l’istituzione di essere “fuori controllo”.
In risposta alle nuove sanzioni, la CPI ha dichiarato che tali azioni rappresentano un attacco allo Stato di diritto e ai principi fondamentali dell’ordine giuridico internazionale. La presidente della CPI, Tomoko Akane, ha affermato che la Corte continuerà a lavorare con indipendenza e imparzialità, sottolineando che il suo futuro dipende anche dagli Stati membri.
La posizione dell’Unione Europea è chiara: l’Ue è pronta a adottare misure per garantire che la CPI possa svolgere il proprio lavoro e ha espresso preoccupazione per le sanzioni americane. La Commissione Ue ha affermato che c’è spazio per il dialogo prima che le misure entrino in vigore.
Il governo italiano ha manifestato il proprio dissenso contro le sanzioni, dichiarando la propria intenzione di sostenere l’indipendenza e l’integrità della CPI, in collaborazione con altri Paesi come Germania, Francia e Canada. L’Italia ha evidenziato l’importanza di un dialogo costruttivo con gli Stati non parte dello Statuto di Roma.
Infine, il premier olandese Rob Jetten ha assicurato che i Paesi Bassi sosterranno la CPI e ha invitato gli Stati Uniti a partecipare a un dialogo per evitare ulteriori escalation, annunciando che diversi Paesi stanno lavorando a proposte di riforma della CPI.



