Un’inaspettata minaccia ha colpito l’Italia e altri Paesi europei, quando un’email, proveniente da un profilo sospetto associato a una donna colombiana, ha segnalato la presenza di bombe su aerei in arrivo all’aeroporto di Fiumicino. La comunicazione, inviata all’alba di ieri, ha suscitato allerta e preoccupazione per la sua natura e il contenuto provocatorio. Firmata da un gruppo autodefinito “Combattenti dello Stato maschile”, la missiva conteneva frasi in italiano stentato e menzionava un “regime femminista” come obiettivo di un attacco imminente.
Il messaggio ha generato panico, portando a un intervento immediato delle autorità. Fortunatamente, i voli coinvolti, tra cui quelli da Helsinki e Dublino, si sono rivelati privi di esplosivi. Tuttavia, l’incidente ha fatto scattare allarmi in tutto il continente, rendendo necessaria l’azione di forze aeree per garantire la sicurezza degli atterraggi.
Le Procure di Roma, insieme a quelle di Milano, Bergamo e Pescara, stanno ora indagando sull’accaduto, con l’intenzione di aprire un fascicolo riguardante queste minacce, sospettando possibili collegamenti con altri eventi simili avvenuti recentemente. In particolare, gli investigatori sono incuriositi dalla firma del messaggio, che potrebbe essere stata utilizzata come un falso da attori non identificati, suscitando dubbi sull’autenticità dell’autore.
La sigla “Male State”, associata a un movimento estremista russo, ha portato a riflessioni su un possibile collegamento con l’ideologia misogina presente nel messaggio. Questo non è il primo caso di avvertimenti minacciosi in Italia, dove recenti episodi hanno visto la comparsa di firme che si riferivano a gruppi di varia natura, compresi quelli legati all’estremismo islamico e a movimenti di protesta.
Le prime indagini indicano che gli indirizzi email utilizzati per inviare le minacce non erano adeguatamente protetti, il che potrebbe suggerire che chi ha orchestrato questi avvertimenti ha sfruttato vulnerabilità già esistenti. Mentre le autorità continuano a indagare, la preoccupazione per la sicurezza resta alta, con la possibilità che nuovi attacchi possano essere pianificati.



