Il procuratore capo di Napoli, Nicola Gratteri, ha recentemente pubblicato un saggio di grande rilevanza insieme all’amico Antonio Nicaso, dal titolo “50 anni di ‘ndrangheta. Dentro l’organizzazione più potente d’Italia”. Questo lavoro getta luce sulle intricate ramificazioni della mafia calabrese nel corso di oltre cinquant’anni, affrontando temi che spaziano dai sequestri di persona al traffico di cocaina, fino ai legami con la politica e la massoneria deviata.
Gratteri si è soffermato sull’importanza del lavoro manuale e della vita quotidiana, esprimendo una profonda soddisfazione nel coltivare la terra e seguire il ciclo delle piante. Tuttavia, ha anche discusso delle sfide professionali e della necessità di affrontare problemi complessi che richiedono anni per essere risolti.
In merito all’uso dell’intelligenza artificiale nelle indagini, il procuratore ha detto di non escludere questa tecnologia, ma ha avvertito che le decisioni che riguardano la libertà delle persone non possono essere delegate a algoritmi, evidenziando anche i pericoli legati alla sovranità digitale.
Riguardo alla mafia e all’uso dell’IA, Gratteri ha sottolineato che la criminalità organizzata sta già sfruttando questa tecnologia nel campo delle frodi, rendendo più credibili le richieste di denaro.
Quando si parla della recente protesta dei tir, il procuratore, che ha familiarità con le difficoltà economiche legate al trasporto, ha sottolineato l’importanza di ascoltare e comprendere le motivazioni alla base di tali manifestazioni.
Gratteri ha anche espresso soddisfazione per il successo di Lorenzo Caffè, un giovane del suo territorio che ha vinto il concorso per la magistratura, sottolineando l’importanza di motivazione e capacità di mettersi in discussione nel percorso professionale.
Affrontando il tema delle assoluzioni nel maxi processo “Rinascita-Scott”, Gratteri ha difeso il lavoro della giustizia, evidenziando che le percentuali non raccontano l’intera storia, ma è fondamentale analizzare le motivazioni delle sentenze.
Infine, il procuratore ha parlato del suo rapporto con la fede e con la preghiera, riflettendo sul significato della sua vita e sul peso delle rinunce quotidiane che ha comportato la sua scelta di vita per la sicurezza della sua famiglia. Nonostante le difficoltà legate alla sua vita sotto scorta, ha trovato momenti di gioia, come l’emozione di assistere a un concerto di Enzo Avitabile, anche se da dietro un palco blindato.




