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Il Re affronta il tema dello schiavismo nel suo intervento al summit del Commonwealth ad Antigua

Re Carlo III ha aperto il summit del Commonwealth con un discorso che riflette profondamente sulla storia e sull’unità dei paesi membri. “Trent’anni fa, molti degli abitanti del Commonwealth non erano nati, e l’Internet…

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Re Carlo III ha aperto il summit del Commonwealth con un discorso che riflette profondamente sulla storia e sull’unità dei paesi membri. “Trent’anni fa, molti degli abitanti del Commonwealth non erano nati, e l’Internet era ancora una novità”, ha esordito il sovrano, ringraziando Antigua per l’importante anniversario dei 45 anni di indipendenza. Ha poi evidenziato l’importanza della “Commonwealth family”, sottolineando il suo impegno personale e quello della regina nel sostenere la scrittura e le iniziative comuni.

Un momento cruciale del suo intervento è stato il riconoscimento del passato oscuro legato alla schiavitù. “È un capitolo della storia che mi riempie di orrore e di personale dispiacere”, ha dichiarato Carlo, mentre invitava a imparare dagli errori del passato e a investire in opportunità e lavoro per costruire un futuro migliore. Il re ha inoltre menzionato il ruolo della Royal Navy nel fermare la schiavitù, un aspetto spesso trascurato nella narrazione storica.

Carlo III ha parlato non solo come monarca, ma come leader del Commonwealth, con un messaggio chiaro: l’importanza di affrontare le sfide attuali come il cambiamento climatico e i conflitti globali. “Uniti possiamo reagire”, ha affermato, ponendo l’accento sui valori condivisi tra le nazioni del Commonwealth, che mai come ora risultano fondamentali.

Il suo discorso, più personale rispetto a quelli tradizionali, ha suscitato reazioni contrastanti tra i leader presenti. Alcuni chiedono scuse per il passato coloniale, mentre altri auspicano una maggiore autonomia. Tuttavia, Carlo ha ribadito il suo “non political role”, enfatizzando la sua intenzione di ispirare piuttosto che fare politica.

Il summit ha visto la partecipazione di 56 paesi, rappresentanti di circa 2,7 miliardi di persone, un terzo della popolazione mondiale. Il primo ministro di Antigua e Barbuda, Gaston Browne, ha accolto con calore il re e la regina, sottolineando l’importanza della cooperazione internazionale, mentre il Commonwealth Secretary General, Shirley Botchewey, ha parlato di opportunità economiche e transizione energetica, evidenziando il potere dei giovani nel plasmare il futuro.

La visita di Carlo e Camilla ad Antigua ha incluso un tour di una mostra sulla tratta degli schiavi, un’importante iniziativa per riflettere sulla storia e riconoscere il dolore del passato. La presenza della regina Camilla, con il suo sostegno, ha aggiunto un tono di empatia e comprensione al summit, mentre il re si prepara a guidare il Commonwealth verso un futuro di unità e progresso.