Tadej Pogacar si apre in un’intervista rivelatrice a The Athletic, condividendo le sue esperienze dopo un brutto incidente avvenuto il 29 agosto durante la Vuelta, dove indossava la maglia rossa da leader. Il ciclista sloveno ha subito una commozione cerebrale, una frattura alla clavicola e la rottura di tre vertebre, ma sorprendentemente si è detto «felice di essere vivo» dopo la caduta.
Nei giorni seguenti all’incidente, la sua condizione mentale è stata altrettanto sfidante quanto quella fisica. Pogacar ha confessato: «Per le prime due settimane mentalmente non stavo bene. Ero davvero giù, non ero una persona piacevole con cui stare», rivelando che la sua compagna, Urska, ha dovuto affrontare un Tadej depresso e incapace di svolgere anche le più semplici attività quotidiane.
Il percorso di riabilitazione ha richiesto grande determinazione. «Quando ho iniziato a salire sui rulli e a frequentare il fisioterapista, ho cominciato a sentirmi meglio mentalmente», ha spiegato, evidenziando la lotta quotidiana che ha affrontato: «Alcuni giorni volevo fare tutto, altri non volevo fare assolutamente nulla».
Guardando al futuro, Pogacar è consapevole delle sfide che lo attendono: «Se adesso dovessi cadere di nuovo in bicicletta, potrebbe essere molto problematico», ha avvertito, sottolineando la gravità della sua situazione e l’importanza di non sottovalutare gli infortuni. Nonostante le difficoltà, si sente pronto a riprendere la sua vita normalmente, pur restando cauto nei suoi movimenti e nelle attività fisiche.




