sabato, 31/10/2026

16° Roma Poco nuvoloso · max 21° min 10°
Dollaro € 0,90 Sterlina € 1,20

Italia Global

16° Roma Poco nuvoloso · max 21° min 10°
Dollaro € 0,90 Sterlina € 1,20

Rivalutazioni delle pensioni: nuovi risparmi per lo Stato e impatti sui beneficiari.

La legge di bilancio 2027 introduce una revisione significativa nel sistema di rivalutazione delle pensioni, promettendo un risparmio statale di 14,2 miliardi di euro nei prossimi dieci anni, fino al 2036. Questa informazione proviene…

Condividi:

La legge di bilancio 2027 introduce una revisione significativa nel sistema di rivalutazione delle pensioni, promettendo un risparmio statale di 14,2 miliardi di euro nei prossimi dieci anni, fino al 2036. Questa informazione proviene dalla relazione tecnica che evidenzia un risparmio netto di 8,5 miliardi, al netto degli effetti fiscali.

A partire dal prossimo anno, il meccanismo di indicizzazione delle pensioni tornerà a essere simile a quello del 2023. In questo nuovo sistema, solo le pensioni più basse, come il minimo Inps di 611,85 euro, beneficeranno di una rivalutazione completa, mentre gli assegni superiori subiranno una riduzione progressiva della percentuale di aumento, arrivando fino al 32% per le pensioni più elevate, ovvero quelle superiori a dieci volte il minimo.

Per illustrare meglio, se l’inflazione fosse del 2%, una pensione con adeguamento completo vedrebbe un incremento del 2%, mentre un assegno che rientra nella fascia con l’adeguamento minimo del 32% aumenterebbe solo dello 0,64%. È importante notare che non si tratta di un taglio diretto delle pensioni, ma di un abbassamento degli aumenti previsti rispetto a una rivalutazione integrale. La rivalutazione si applica agli assegni fino a quattro volte il trattamento minimo Inps, ovvero 2.447,40 euro, e interessa l’intero importo, non solo la parte eccedente la soglia.

Secondo le proiezioni incluse nella relazione tecnica della manovra, nei primi tre anni lo Stato prevede di risparmiare circa 1,476 miliardi di euro all’anno, al lordo degli effetti fiscali, con un risparmio netto di 885 milioni, considerando anche le minori entrate tributarie. Le minori rivalutazioni delle pensioni influenzano il reddito imponibile: aumenti più contenuti comportano una diminuzione delle imposte che lo Stato incassa su questi redditi.

Il documento stima risparmi annuali fino al 2036, che cominceranno a diminuire dal 2030, ma tali risparmi riguardano principalmente i conti pubblici. Per i pensionati, il risultato si tradurrà in un adeguamento meno favorevole degli assegni rispetto all’inflazione. L’effetto reale sul potere d’acquisto sarà influenzato dall’andamento dei prezzi e dalle percentuali di rivalutazione applicate nei vari anni.