Con le elezioni di metà mandato in arrivo, il tema del costo della vita è diventato il fulcro della campagna politica americana. Martedì, gli elettori saranno chiamati a esprimere le loro opinioni su un argomento che li tocca da vicino: l’affordability, ovvero la questione di quanto sia accessibile l’affitto, la spesa alimentare e le bollette. Se due anni fa Donald Trump aveva promesso di abbattere i prezzi “dal primo giorno”, ora sono i democratici a cercare di capitalizzare sulla frustrazione dei consumatori, con la possibilità di un avanzamento nelle elezioni. Ma ciò che resta da chiarire è se ci siano soluzioni concrete al problema o se si tratti solo di promesse elettorali.
È fondamentale distinguere tra inflazione e livello dei prezzi. L’inflazione si riferisce alla velocità con cui i prezzi aumentano, mentre il livello dei prezzi indica quanto costano beni e servizi oggi rispetto al passato. I cittadini americani, stando ai sondaggi, non si accontentano di una diminuzione dell’inflazione; desiderano che i prezzi scendano. Tuttavia, un abbassamento generalizzato dei prezzi, noto come deflazione, è storicamente associato a recessioni economiche. Le promesse di riportare i prezzi ai livelli pre-pandemia potrebbero nascondere crisi economiche imminenti.
La storia fornisce insegnamenti preziosi. Richard Nixon, nel 1971, cercò di congelare prezzi e salari per combattere l’inflazione, ma la soluzione si rivelò temporanea e portò a carenze di beni e code ai distributori. L’Italia ha vissuto esperienze simili, come con la scala mobile degli anni Settanta, la quale ha portato a un ciclo inflazionistico che fu difficile da rompere. Al contrario, la politica monetaria di Paul Volcker negli anni Ottanta, che aumentò i tassi d’interesse portando l’inflazione dal 13% al 3%, dimostra che misure drastiche possono avere effetti a lungo termine, sebbene con costi sociali elevati.
Le soluzioni più efficaci, come dimostrato dalla storia, richiedono una visione a lungo termine. La concertazione tra governo, sindacati e imprese, come quella attuata in Germania nel 2022, ha fornito sollievo senza incorporare l’inflazione nei contratti futuri. Tuttavia, l’Europa ha ripetuto errori costosi, come le misure uniformi di sconto che avvantaggiano i consumatori più ricchi a scapito dei più poveri.
Un’altra area critica è l’offerta limitata di beni e servizi. Le esperienze passate, come il deregulation dei trasporti avviato da Jimmy Carter, mostrano che la rimozione di barriere può portare a una diminuzione dei costi. La crisi abitativa negli Stati Uniti e in Europa è un chiaro esempio di come la mancanza di nuove costruzioni alzi i prezzi degli affitti. In molte città, il movimento NIMBY ostacola la costruzione di nuove abitazioni, mentre soluzioni come il controllo degli affitti possono ridurre l’offerta.
Il settore energetico presenta contraddizioni simili. L’ambientalismo radicale si oppone a infrastrutture essenziali per la transizione verde, contribuendo all’aumento dei costi energetici. In Europa, il prezzo dell’elettricità rimane agganciato a quello del gas, mentre la Francia ha saputo costruire un parco nucleare che garantisce bollette più basse.
Fattori meno discussi come la proliferazione di cause legali e le rigidità sindacali influiscono sui costi. Negli Stati Uniti, il costo delle assicurazioni aumenta a causa di un sistema legale che premia le cause per danni, mentre le rigidità nei contratti sindacali rendono le opere pubbliche costose e inefficienti. Le spese governative, come i dazi commerciali, aggiungono ulteriori costi alle famiglie, rendendo più difficile la vita quotidiana dei cittadini.
In conclusione, esistono ricette concrete per affrontare il costo della vita, condivise da economisti di diverse inclinazioni: costruire di più, semplificare le autorizzazioni, abbattere le barriere alla concorrenza e aiutare solo coloro che ne hanno realmente bisogno. Tuttavia, il vero ostacolo è politico, poiché le soluzioni efficaci richiedono tempo per dare risultati e toccano interessi consolidati. La lotta contro il caro-vita è anche una battaglia contro una società che sembra aver dimenticato come costruire e innovare.




