Il caso di Andrea Romanello, proprietario della gioielleria Morandin 1956 a Volpago del Montello, sta suscitando un acceso dibattito dopo che i carabinieri hanno sequestrato le sue armi legalmente detenute. L’azione è stata intrapresa in seguito a un video virale sui social in cui Romanello mostrava il suo arsenale, minacciando di utilizzarlo contro i ladri.
Nel video, il gioielliere ha esibito una Beretta, una Glock, un fucile a pompa, una carabina e due doppiette, esprimendo la sua frustrazione nei confronti di malviventi che, secondo lui, scontano pene brevi e ritornano rapidamente in libertà. Le sue affermazioni non sono passate inosservate e, dopo aver interpellato i carabinieri riguardo ai rischi del suo comportamento, è arrivato il sequestro amministrativo delle armi per uso improprio e per possesso di un’arma carica.
Romanello, tuttavia, ha dichiarato di non essere preoccupato, affermando di avere sempre una spranga nel negozio. Gli atti sono stati inviati alla Prefettura, che probabilmente non restituirà le armi a breve. In caso di conferma del sequestro, il gioielliere ha già annunciato l’intenzione di fare ricorso.
Per detenere armi legalmente, è necessario soddisfare requisiti psicofisici, non avere precedenti penali e dimostrare affidabilità. È proprio per la mancanza di quest’ultimo requisito che Romanello, soprannominato “gioielliere-Rambo”, ha subito il sequestro. Mentre Ascom si è schierata a favore del negoziante, il sindaco di Volpago, Guizzo, ha sollevato sospetti su una possibile strategia pubblicitaria dietro le sue azioni.
Ieri, Romanello ha partecipato a un programma radiofonico a Milano, dove ha commentato: “Roggero ha fatto bene, la legge va rispettata, ma se uno è esasperato non ragiona più. Dentro casa è proprietà privata, ma reagire fuori casa diventa un far west.”




