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Eufor Althea: Un’analisi della missione europea in Bosnia-Erzegovina dopo 22 anni di attività

Un incidente tragico ha colpito l’operazione Eufor Althea in Bosnia-Erzegovina, dove un elicottero CH-47 è precipitato giovedì pomeriggio. Questa operazione, che opera su mandato delle Nazioni Unite, è stata avviata nel 2004 con l’obiettivo…

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Un incidente tragico ha colpito l’operazione Eufor Althea in Bosnia-Erzegovina, dove un elicottero CH-47 è precipitato giovedì pomeriggio. Questa operazione, che opera su mandato delle Nazioni Unite, è stata avviata nel 2004 con l’obiettivo di stabilizzare il paese e addestrare le sue forze armate, avvicinandole agli standard della NATO.

Nel corso degli anni, la missione ha visto un cambiamento significativo nei suoi compiti. Dal 2012, infatti, Eufor ha evoluto il suo focus, trasformandosi in un programma di addestramento per rendere le forze armate locali più autonome. Attualmente, circa 1.100 soldati provenienti da 21 paesi dell’Unione Europea sono dislocati in Bosnia-Erzegovina, fornendo assistenza e addestramento congiunto alle forze locali.

Il comando della missione è passato recentemente sotto la guida dell’Italia, con il generale di divisione Maurizio Fronda a capo della forza multinazionale a Camp Butmir, Sarajevo, dal gennaio 2026. Il contributo italiano comprende circa 199 militari, 44 mezzi terrestri e un aereo, oltre a una compagnia di fanteria del 3° Reggimento Bersaglieri e supporto aereo con elicotteri CH-47F.

Oggi, Eufor ha confermato l’incidente che ha coinvolto l’elicottero CH-47 durante un’operazione di routine nei pressi di Gorica, una città nel distretto di Brčko, vicino al confine con la Serbia. Le cause dell’incidente sono ancora in fase di indagine, ma l’evento sottolinea le sfide e i pericoli che le forze di pace affrontano nel mantenere la stabilità nella regione.