«Ma come si fa? Così si rischia di restituire un senso di impunità a chi sfascia le città». Con queste parole, Giorgia Meloni ha espresso il suo disappunto in un incontro con Carlo Nordio, Matteo Piantedosi, Matteo Salvini e Antonio Tajani, dopo la decisione della giudice per le indagini preliminari di Milano, Tiziana Landoni, di non convalidare il fermo di Youssef Siher. La premier ha subito fatto sentire la sua voce tramite i social, definendo la decisione «vergognosa» e una mortificazione per le forze dell’ordine e tutti coloro che lavorano per la sicurezza della cittadinanza.
La reazione della Meloni è stata immediata e forte, sottolineando il suo impegno nel difendere la sicurezza pubblica e la necessità di uno Stato che protegga i cittadini onesti. Quest’ultimo episodio si inserisce in un contesto di tensione crescente tra il governo e la magistratura, un tema che Meloni ha già affrontato in precedenti occasioni, come nel caso degli stipendi arretrati dei magistrati, ai quali si oppone fermamente.
Il clima di insoddisfazione si è intensificato, soprattutto alla luce delle recenti immagini di violenze e saccheggi nelle città italiane, che hanno riacceso il dibattito sulla sicurezza. La premier ha enfatizzato che la sicurezza è il «core business» del governo, un argomento che deve essere difeso strenuamente. Tuttavia, la decisione della giudice Landoni ha sollevato preoccupazioni tra i vertici del Ministero dell’Interno, con Piantedosi che ha avvertito che tale sentenza potrebbe essere interpretata come un via libera per comportamenti violenti.
Nonostante il disaccordo, Piantedosi ha cercato di differenziare le responsabilità, affermando che la sua critica non si estende a tutta la magistratura milanese. Questo episodio, che avviene a pochi giorni da manifestazioni previste a Roma, non sembra influenzare l’impegno delle forze dell’ordine nel prevenire atti violenti. Il governo, unito su questa linea, ha riaffermato la propria determinazione a garantire la sicurezza pubblica.
Carlo Nordio ha espresso la sua sorpresa riguardo alla decisione del gip, ma ha anche voluto sottolineare l’importanza della prevenzione piuttosto che di misure drastiche. Nel frattempo, la giudice Landoni è stata oggetto di attacchi online, con alcuni che suggeriscono che la sua decisione fosse ideologica. Tuttavia, da fonti governative si fa sapere che l’interpretazione contraria tra pm e gip rientra nell’ambito di una normale dialettica processuale.




