Ieri pomeriggio, il consiglio di amministrazione del Fatto Quotidiano si è riunito d’urgenza in seguito alla richiesta di incontro da parte di Leonardo Maria Del Vecchio. Questo incontro è stato formalmente rifiutato, secondo quanto dichiarato da Antonio Padellaro, uno dei principali azionisti del giornale con quasi il 17% delle quote.
Padellaro ha sottolineato che il Fatto non è in vendita, ribadendo anche la decisione di non accogliere la richiesta di due diligence presentata da Lmdv Media. Marco Travaglio, direttore del quotidiano, ha già chiarito la posizione durante un’apparizione in televisione, affermando che la testata non ha intenzione di vendere.
Selvaggia Lucarelli, una delle firme di spicco del giornale, ha recentemente ricordato a Del Vecchio jr che il Fatto non è un locale esclusivo come il Twiga, suggerendo che il valore del quotidiano va ben oltre qualsiasi offerta economica. Padellaro ha riconosciuto il valore del lavoro di Lucarelli, definendolo “strepitoso” e sottolineando che ha già provocato una reazione negativa da parte di Del Vecchio.
In un contesto più ampio, Padellaro ha richiamato l’attenzione sul Freedom Media Act, il regolamento europeo che mira a proteggere l’indipendenza dei giornalisti. Ha condiviso le sue esperienze personali riguardanti la libertà di stampa, citando opere di importanti autori come Giorgio Bocca e Giampaolo Pansa, che hanno trattato il tema dell’influenza politica e commerciale nel giornalismo.
Riguardo al futuro del Fatto Quotidiano, Padellaro ha affermato che non intende vendere le sue azioni, poiché desidera che i suoi figli e nipoti continuino a gestire questo patrimonio di valori e professionalità. Ha enfatizzato che la comunità del Fatto, composta da giornalisti e lettori, rappresenta un valore inestimabile.
In merito alla vitalità della stampa, ha dichiarato che i giornalisti svolgono un ruolo cruciale nell’affrontare la proliferazione di notizie false, fungendo da baluardo per l’informazione corretta. Infine, ha espresso il suo desiderio di vedere una rinascita dei talenti nel giornalismo, come nei tempi passati, auspicando che ciò possa riportare un maggior numero di lettori ai quotidiani.



