Un gruppo di studenti ha preso d’assalto la sede della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università Sapienza di Roma, dando vita a una occupazione che si inserisce in un contesto di mobilitazione nazionale. Il collettivo Osa, Opposizione Studentesca d’Alternativa, ha annunciato l’azione attraverso i social, mostrando immagini di fumogeni e striscioni di protesta. «La nostra generazione è in rivolta», dichiarano, sottolineando la stanchezza nei confronti di un presente insoddisfacente e la volontà di lottare per un futuro migliore.
Questa occupazione non è un fatto isolato, ma parte di un’ondata di occupazioni che ha colpito anche le scuole superiori di Roma. Mentre alcuni studenti gestiscono i loro istituti, altri si oppongono a queste iniziative, sottolineando l’importanza di continuare le lezioni. La preoccupazione aumenta in vista di un corteo previsto per venerdì 30, che unirà lavoratori e studenti, con timori di possibili infiltrazioni violente.
Il comunicato di Osa prosegue con un forte attacco alle politiche del governo, accusando l’Unione Europea di favorire una guerra che si traduce in salari in diminuzione e in un aumento dei costi della vita. «È ora di organizzarci e rispondere a chi smantella i nostri diritti», affermano, evidenziando che la crisi attuale viene affrontata con propaganda e repressione da parte del governo Meloni e della ministra dell’Università Bernini.
In conclusione, gli studenti affermano la loro determinazione a far sentire la propria voce, denunciando il crescente disinvestimento nell’università e la crescente connessione tra istituzioni accademiche e industria militare, come dimostrato dall’ultimo accordo tra il Ministero dell’Università e il Ministero della Difesa.




